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Parrocchia di San Rocco Confessore



La chiesa parrocchiale di S. Rocco confessore è senza dubbio l'edificio più artistico di Zeccone, e tra i più antichi. L'attuale chiesa, riedificata su una precedente dedicata a S. Martino, risale al '500-'600. Nei secoli successivi fu arricchita di uno splendido altare marmoreo e di preziosi affreschi. Questa chiesa, per circa tre o quattro secoli, ha conosciuti gli eventi più importanti della nostra comunità, lieti e tristi. Per essa sono passate molte generazioni. ...In questa chiesa e nel sagrato antistante, fino agli ultimi anni del '700, furono sepolti i nostri morti.
Nel 1983 questa chiesa aveva bisogno di un restauro. Da tempo gli intonaci perimetrali denotavano segni vistosi di umidità; le modanature delle volte si erano rivelate pericolose. Un tempo la maggior parte delle case di Zeccone era costruita in mattoni di "malta forta" -il materiale di cui si serviva la povera gente-; i nostri padri, però, avevano voluto costruire la loro chiesa tutta di mattoni cotti, perché la consideravano l'edificio più importante del paese, che sarebbe servito non solo a loro, ma anche ai loro figli e nipoti. Il restauro interno prevedeva il risanamento delle pareti perimetrali; il consolidamento delle volte; la ripulitura ed il rinnovamento delle decorazioni, mantenendo inalterati gli attuali toni cromatici, secondo le indicazioni sia della Commissione Diocesana di Arte Sacra di Pavia, sia della Sovrintendenza peri i beni ambientali ed architettonici della Regione Lombardia. Nel 1985, a distanza di oltre un secolo e mezzo, ci siamo trovati nella necessità di rinnovare le nostre campane, riscontrato il guasto, oltreché il degrado della loro meccanica, congiunto con un non trascurabile grado di pericolosità. ... Quando il nostro Vescovo, mons. Antonio Giuseppe Angioni, domenica 4 agosto 1985, procedette alla benedizione delle campane, pensavamo alla festa che i nostri padri avevano celebrato nel lontano 21 giugno 1831, presentando con orgoglio allo zelantissimo Vescovo di allora, amico di Alessandro Manzoni, mons. Luigi Tosi, le loro tre nuove campane perché le battezzasse; tanta era stata la folla convenuta per quella funzione del tutto straordinaria, che fu necessario celebrarla sul piazzale antistante la chiesa, all'ombra amica di quei favolosi platani centenari,... Una lettera conservata nell'archivio parrocchiale rivela, a distanza di tanti anni, la commozione di quel momento, che può definirsi, senza enfasi, storico per il nostro minuscolo paese. Quelle tre campane, dedicate la prima a S. Rocco, la seconda alla Madonna del Rosario, la terza a S. Francesco da Paola, recano, oltre la data, iscrizioni deprecatorie, indicatrici dei problemi e della fede dei nonni dei nostri nonni: la prima dice: «A fulgure et tempestate libera nos Domine -1830»; la seconda: «Sancta Maria ora pro nobis -1830»; la terza: «Sancta Maria ora pro nobis -Piorum sumptibus addita anno MDCCCXXXI -Paroco Francisco Radaelli»; invocavano, cioè, per ben due volte, l'intercessione della Madonna e chiedevano la liberazione dalla folgore e dalla tempesta, flagello delle messi e degli uomini. Alle due nuove campane sono state apposte alcune scritte dedicatorie: alla prima, offerta al Divin Redentore, nel ricordo dell'Anno Santo della Redenzione, 1983, ed in attesa del grande giubileo del 2000: «Christe Redemptor, serva Ceconensem populum, qui sacratissimo Cordi Tuo se devovet -A.D. MCMLXXXV» e cioè: «Cristo Redentore, custodisci il popolo di Zeccone, che si consacra al Tuo Sacratissimo Cuore -Anno del Signore 1985»; alla seconda, dedicata ai principi degli Apostoli, quale segno di fedeltà al Romano Pontefice ed a ricordo della data di consacrazione sacerdotale e di morte del compianto don Lino Carelli: «Sancti Petre e Paule, Apostolorum principes, pro devota Ceconensi plebe orate -A.D. MCMLXXXV», che significa: «Santi Pietro e Paolo, principi degli Apostoli, pregate per il fedele popolo di Zeccone. Anno del Signore 1985».  Le due nuove campane saranno anello di congiunzione tra la nostra e le generazione del prossimo secolo, cui intendiamo consegnare la fede del nostro Battesimo ed i valori per i quali viviamo, godiamo e soffriamo."