Comune di Zeccone - sito istituzionale

Storia del comune

Il nome di Zeccone compare la prima volta in un diploma del Vescovo Bernardo I, concesso il 18 maggio 1129 a favore della canonica di S. Giovanni Domnarum di Pavia, dal quale risulta che quei canonici vi possedevano circa 200 pertiche di terra. Zeccone è una piccola comunità che paga tasse al Comune di Pavia. E' possibile che la località fosse abitata dall'alto Medio Evo, o forse dall'età romana, o addirittura preistorica. Nel gennaio 1869 casualmente avvenne la scoperta di un tesoretto di monili e di monete del sec. V: esse furono studiate dal Brambilla e si trovano attualmente nel Museo Civico del castello Visconteo di Pavia. Nel 1400 Zeccone, dal punto di vista civile, fa parte del Vicariato Imperiale di Settimo e, dal punto di vista ecclesiastico, dipende dalla plebs di Gualdrasco.

La chiesetta del luogo è dedicata a S. Martino e senza redditi. Testimonianza di quel tempo è l'affresco di casa Lorini, ora trasportato nella chiesa parrocchiale, raffigurante la Madonna in trono con il bambino Gesù fra le braccia ed ai lati i Santi Antonio Abate e Rocco. Anche a Pasturino esisteva una campana nel 1452. In epoca tridentina (1560-1620), come risulta dalla Visitatio Apostolica del 1576, e dalle visite di Ippolito de Rossi, la comunità è servita da un prete che risiede a Villareggio e celebra a Zeccone a domeniche alterne, possiede una chiesa dedicata a San Rocco, con redditi insufficienti ed una suppellettile povera. A partire dal 1620, Zeccone ha un parroco residente; la cura pastorale diventa più ordinata e regolare. Da quell'anno iniziano i registri parrocchiali. La chiesa è stata ricostruita ed ampliata (a partire dal 1594). Nel 1676 i fuochi sono una sessantina, quindi la popolazione si aggira sui 200/300 abitanti, tutti contadini. All'interno della comunità sorgono la Compagnia del SS.mo Sacramento e della Dottrina Cristiana. Il fondo è proprietà della nobile famiglia dei conti Torelli, un ramo della quale tiene in luogo la sua abitazione signorile in cui dimora fino all'estinzione, nel 1700. Nel 1700-1800, la comunità raggiunge le 400 anime e vede la chiesa abbellita, ampliata ed adornata. Tra l'altro, vi si ricostruisce l'altare marmoreo con le balaustre, l'uno e l'altro ancora esistenti. A partire dal 1620, Zeccone ha avuto una serie ininterrotta di parroci residenti: l'attuale (don Virginio L. Bernorio) è il venticinquesimo. Nel 1947, Zeccone ritornò ad essere comune autonomo, staccandosi da Bornasco, cui era stato unito nel 1928. Primo sindaco nel 1949 fu eletto il generale Ambrogio Clerici. Sua unica frazione è Villareggio. Il fondo è passato dai Torelli ai Marozzi, ai Maiocchi, a Kluzer ed in questi ultimi anni dai Mantegazza ai Beretta. Fino agli anni 1950-60, la popolazione era prevalentemente dedita all'agricoltura; in seguito la campagna si è spopolata ed i contadini a mezzadri si sono trasformati in operai, trovando lavoro nella vicina città di Pavia, a Milano oppure agli stabilimenti della Certosa di Pavia. Per la sua felice ubicazione sulla strada provinciale Vigentina, il paese è in espansione.